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Le Radici di Giulia: una giornata in fattoria con i bambini

by valeria
le radici di giulia

Avevo sentito parlare di Le Radici di Giulia e, curiosa di conoscere questa realtà in provincia di Caserta, ho deciso di trascorrervi una domenica insieme in famiglia. Cercavo un posto dove passare qualche ora all’aperto e incontrare gli animali, alla fine siamo rimasti quasi tutta la giornata.

Le Radici di Giulia si trova a Giano Vetusto, un piccolo comune non lontano da Capua, ed è una fattoria esperienziale dove si possono conoscere gli animali, partecipare a laboratori stagionali e passeggiare tra spazi verdi e percorsi da esplorare. È una meta che consiglio soprattutto alle famiglie, ma non occorre avere bambini per apprezzare una giornata in campagna e una pausa dalla città.

La visita mi è piaciuta per diversi motivi, a cominciare dall’ambiente curato e dalla possibilità di seguire i ritmi di Cecilia. Lei, naturalmente, ha mostrato subito un grande interesse per gli animali, ancora di più quando ha scoperto che avrebbe potuto dare loro da mangiare. Io mi sono soffermata anche su alcuni dettagli che, da adulta, rischiavo di non notare più: gli odori delle erbe, il piacere di camminare senza una meta precisa, il tempo dedicato a osservare cosa succede dentro un recinto.

le radici di giulia

Le Radici di Giulia si trova in località Masseria Tabasso, a Giano Vetusto, in provincia di Caserta e per chi arriva da Napoli può essere una buona idea dedicare al parco un’intera giornata.

Il progetto nasce dall’esperienza nel settore florovivaistico della famiglia Imperatore. La presenza del verde non è quindi soltanto una cornice, accompagna il percorso e contribuisce a rendere piacevoli gli spostamenti tra un’area e l’altra. La struttura si presenta come experience farm, una definizione che rende abbastanza bene l’idea di una fattoria da vivere, più che da guardare a distanza.

Io suggerisco di arrivare al mattino, si ha più tempo per visitare i recinti con tranquillità, fermarsi a pranzo e riprendere poi la passeggiata. Con una bambina piccola avere margine per una sosta imprevista o per tornare a vedere un animale già incontrato è molto più utile di qualsiasi programma dettagliato.

Se avete bambini piccoli, probabilmente sapete quanto sia difficile convincerli ad allontanarsi da un recinto quando davanti hanno un animale che li incuriosisce. Con Cecilia è andata esattamente così. Ci siamo fermate più volte a osservarli e, ogni volta che pensavo fosse arrivato il momento di proseguire, c’era ancora qualcosa che attirava la sua attenzione.

Una delle attività che abbiamo apprezzato maggiormente è stata proprio la possibilità di dare loro da mangiare. All’ingresso si può acquistare del cibo apposito, da utilizzare seguendo le indicazioni della struttura. Per i più piccoli è una parte molto coinvolgente della visita, possono osservare da vicino le reazioni degli animali e partecipare, naturalmente con l’aiuto di un adulto.

Ho apprezzato in particolare le condizioni in cui venivano tenuti. Durante la nostra visita i recinti mi sono sembrati puliti, gli spazi ordinati e gli animali ben accuditi. È un aspetto a cui faccio attenzione quando scelgo una fattoria didattica o un parco da visitare con mia figlia. La curiosità dei bambini verso gli animali è bellissima, ma credo sia altrettanto importante insegnare loro a rispettarne gli spazi e i tempi.

Non siamo passate davanti ai recinti come si farebbe lungo una fila di attrazioni. Abbiamo guardato, aspettato, ripetuto qualche gesto e ricominciato. A quell’età anche un incontro che per noi adulti dura pochi minuti può diventare il ricordo principale di una giornata.

le radici di giulia

Un’altra parte che mi è piaciuta molto è il percorso sensoriale. Lungo il cammino sono sistemati alcuni contenitori con essenze di erbe aromatiche. Il gioco consiste nell’avvicinarsi, annusare e provare a riconoscere la pianta dal profumo, prima di scoprire la risposta.

È un’attività accessibile anche ai più piccoli e, soprattutto, non lascia gli adulti nel ruolo di semplici accompagnatori. Mi sono fermata anch’io a indovinare le essenze. Alcune si riconoscono quasi immediatamente perché ricordano odori familiari, magari quelli della cucina; altre richiedono un secondo tentativo. Ci siamo divertiti senza bisogno di spiegazioni complicate o materiali particolari.

Mi è sembrata un’idea riuscita per far notare ai bambini che una pianta non si riconosce soltanto dalla forma delle foglie o dal colore dei fiori. È anche un modo per variare il ritmo della visita: dopo aver osservato gli animali, ci si concentra su qualcosa di completamente diverso, usando soprattutto l’olfatto.

Tra le proposte de Le radici di Giulia ci sono anche laboratori per bambini legati alle stagioni. Durante la nostra visita Cecilia era ancora troppo piccola per partecipare e abbiamo preferito dedicarci alle attività più adatte a lei. 

Vorrei tornare quando sarà un po’ più grande, magari in primavera. Cambierebbero il paesaggio, le attività disponibili e probabilmente anche il modo in cui Cecilia vivrebbe la visita. Adesso le basta incontrare gli animali e osservarli a lungo; più avanti sarà bello vedere come se la caverà con una piccola attività manuale, seguita da chi conduce il laboratorio.

Prima di organizzare la giornata con l’obiettivo di partecipare a una specifica attività, consiglio di verificare il programma pubblicato dalla struttura. I laboratori non vanno considerati automaticamente inclusi in ogni giornata di apertura: modalità, età consigliata ed eventuali costi dipendono dall’iniziativa scelta.

Quando si trascorre una giornata intera fuori con i bambini, la pausa pranzo merita qualche attenzione. A Le Radici di Giulia è presente un punto ristoro con servizio self-service, dove si può scegliere cosa mangiare senza dover uscire dalla struttura. 

Ho trovato buona l’offerta gastronomica. Durante la nostra visita erano disponibili più portate, con preparazioni in linea con la stagione, e abbiamo potuto fermarci a pranzo con calma. È una soluzione pratica, specialmente se i bambini hanno già trascorso la mattinata tra passeggiate e recinti e non hanno alcuna voglia di rimettersi in auto.

Per quanto riguarda il menu e prezzi di Le Radici di Giulia, la proposta del punto ristoro cambia in base al periodo e per questo preferisco non riportare il prezzo di un singolo piatto come se fosse valido tutto l’anno. Conviene controllare le indicazioni aggiornate prima della visita, soprattutto in caso di esigenze alimentari particolari. Non è consentito portare cibo dall’esterno, informazione da considerare se si viaggia con bambini piccoli.

Per organizzare la visita conviene prenotare o acquistare i biglietti attraverso la biglietteria online ufficiale e controllare le date effettivamente disponibili. Il biglietto giornaliero costa 15 euro per gli adulti e 10 euro per bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni; l’ingresso è gratuito per i bambini che non hanno ancora compiuto tre anni. All’acquisto online si aggiungono le commissioni indicate dalla piattaforma.

È disponibile anche un ingresso pomeridiano dalle 15:00, con tariffa base di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini dai 3 ai 18 anni, oltre alle commissioni. Per le famiglie esistono pacchetti dedicati, come quello per due adulti e due bambini. Per una giornata come la nostra sceglierei comunque l’ingresso giornaliero, perché permette di fermarsi anche a pranzo e di non avere fretta durante la visita.

Il parco è aperto dalle 10:00 alle 19:00. Non darei però per scontato che questo orario valga per ogni periodo dell’anno: per le aperture e le eventuali attività speciali è meglio fare riferimento al calendario della biglietteria. Anche il punto ristoro segue orari propri, da verificare se pensate di entrare nel pomeriggio.

Per me sì. Le Radici di Giulia è una buona idea per una gita con bambini in provincia di Caserta, soprattutto se amano gli animali e se si cerca un posto dove trascorrere diverse ore all’aperto. Non punterei tanto sulla quantità di attività da completare: mi è piaciuto proprio poter decidere, strada facendo, quanto tempo dedicare a ogni tappa.

Consiglierei di scegliere scarpe comode e abbigliamento adatto alla stagione, ricordando che buona parte della giornata si svolge all’aperto. Con i bambini più piccoli è utile prevedere i loro normali tempi di pausa e non concentrare troppe aspettative sui laboratori: già la visita agli animali e il percorso sensoriale possono occupare una parte importante della giornata.

Noi siamo tornate a casa contenti, Cecilia ha apprezzato soprattutto gli incontri ravvicinati con gli animali, io ho trovato piacevole la passeggiata e la cura degli spazi. Mi piacerebbe ripetere l’esperienza in un altro periodo dell’anno, quando sarà abbastanza grande da provare un laboratorio. 

Intanto, tra le nostre gite in Campania con i bambini, questa ha trovato sicuramente il suo posto.

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