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Campania on the road: 5 luoghi che vale davvero la pena raggiungere in auto

by valeria
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Ci sono luoghi della Campania che in auto diventano semplicemente più facili da vivere, non perché siano irraggiungibili con i mezzi pubblici, ma perché una macchina permette di scegliere quando partire, dove fermarsi e quanto allungare la strada senza trasformare ogni spostamento in un piccolo esercizio di incastri.

È questo il tipo di Campania on the road che consiglio quando preparo un itinerario per chi vuole andare oltre Napoli, Pompei e la Costiera Amalfitana. La regione cambia volto in pochi chilometri, il profilo del Vesuvio lascia spazio ai boschi, la costa cede il passo agli altopiani, le strade provinciali attraversano vigneti e paesi nei quali vale la pena fermarsi anche solo per un caffè o per comprare qualcosa da portare a casa.

A Napoli, invece, continuo a pensare che l’auto sia più un peso che un vantaggio, il centro si visita meglio a piedi e con la metropolitana. Se il viaggio comincia in città, il mio consiglio è quindi di noleggiare l’auto solo nel momento in cui si parte per esplorare il resto della Campania, si risparmiano giorni di parcheggio e si usa la macchina esattamente dove serve.

Ho scelto cinque mete, una per ogni provincia campana. Non vogliono comporre un itinerario da percorrere tutto in una volta, sono piuttosto cinque idee da cui partire per costruire un viaggio più personale, seguendo il ritmo del territorio invece di una lista di attrazioni.

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Quando penso a una gita in auto dalla provincia di Napoli, Monte Faito è uno dei primi posti che mi viene in mente. Si sale verso i Monti Lattari e, curva dopo curva, il paesaggio cambia. Il rumore della città resta più in basso, compaiono le faggete e nei punti panoramici il Golfo si apre davanti agli occhi con il Vesuvio sullo sfondo.

Il Faito supera i mille metri di quota ed è una destinazione perfetta quando si ha voglia di lasciare per qualche la fascia costiera e concedersi una passeggiata nella natura. Avere una macchina permette di non dipendere dagli orari dei collegamenti, scegliere quando salire e quanto fermarsi e, soprattutto, costruire il resto della giornata con maggiore libertà. Al ritorno si può scendere verso Vico Equense, proseguire lungo la Penisola Sorrentina oppure concedersi qualche sosta lungo il percorso.

Per la provincia di Caserta punterei verso nord, in direzione di Roccamonfina. Il paese si trova nel territorio dell’omonimo parco regionale, un’area vulcanica che comprende boschi, piccoli centri e strade secondarie dove il viaggio comincia molto prima dell’arrivo.

È una zona che consiglio soprattutto in autunno, quando castagni e sottobosco cambiano colore e la cucina locale diventa parte naturale della giornata. Ridurla alla stagione delle castagne sarebbe un errore, qui il piacere sta anche nello scoprire le varie frazioni, fermarsi nei punti panoramici e lasciare che la macchina diventi un modo per collegare luoghi che, presi singolarmente, sembrerebbero piccole deviazioni.

Roccamonfina è anche un buon esempio di ciò che intendo quando parlo di Campania da scoprire oltre le rotte più note. Non richiede un programma serrato, anzi, funziona meglio se si parte con una direzione e si lascia un po’ di spazio a quello che si incontra lungo il percorso e, in auto, questo approccio diventa molto più naturale.

Se c’è una parte della Campania in cui sento davvero la differenza tra avere e non avere un’auto, è il Cilento. Le distanze non sono enormi sulla carta, ma i luoghi interessanti sono sparsi tra costa, colline e borghi interni. Per questo, quando qualcuno mi chiede come organizzare qualche giorno nella provincia di Salerno fuori dalla Costiera Amalfitana, suggerisco spesso di considerare una macchina.

Come punto di partenza sceglierei Castellabate, con il centro storico raccolto sulla collina e il mare che compare tra case in pietra, gradinate e vicoli. Da qui si può scendere verso Santa Maria di Castellabate, raggiungere la zona di Licosa oppure vivere una giornata all’insegna del mare e la scoperta dei paesi più interni.

È questo che rende il Cilento perfetto per un piccolo road trip, si può passare dalla spiaggia a un borgo in collina, proseguire verso Paestum in un’altra giornata oppure spingersi più a sud seguendo la costa. Avere l’auto significa soprattutto poter cambiare programma quando il caldo, il vento o semplicemente la curiosità suggeriscono un’altra direzione.

Nei mesi estivi terrei però conto di un aspetto molto pratico: nei centri costieri il parcheggio può richiedere tempo e, nelle ore più frequentate, conviene arrivare presto. È uno di quei casi in cui la macchina dà libertà, ma funziona meglio se non si pretende di parcheggiare sempre a pochi metri dal mare.

Per cambiare completamente scenario basta puntare verso l’Irpinia. Il Laceno si trova nel territorio di Bagnoli Irpino, su un altopiano a oltre mille metri di quota. Qui la Campania del mare sembra lontanissima, anche se si è ancora nella stessa regione.

È una meta che inserisco volentieri negli itinerari di chi ama camminare, stare all’aria aperta o semplicemente cercare temperature più fresche nei mesi caldi. Intorno al lago e sull’altopiano si trovano aree verdi e percorsi che permettono di trascorrere diverse ore senza la sensazione di dover vedere qualcosa a tutti i costi.

Qui l’auto è particolarmente utile perché permette di abbinare il Laceno a Bagnoli Irpino e ad altre tappe dell’Irpinia. In inverno, naturalmente, la guida richiede più attenzione e prima di salire verso le zone montane controllerei sempre meteo e condizioni della strada, mentre nelle altre stagioni sceglierei comunque una vettura con cui sentirmi a mio agio sulle strade di montagna. Non serve un’auto enorme: spesso, anzi, una macchina compatta è la scelta più pratica per un viaggio in Campania.

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La quinta tappa è Sant’Agata de’ Goti, nel Sannio. La prima immagine che resta impressa è quella del borgo costruito sullo sperone di tufo, con le case che sembrano continuare la parete rocciosa. Una volta arrivati, però, la cosa migliore da fare è parcheggiare e proseguire a piedi.

Mi piace inserirla in un itinerario in auto proprio per questo contrasto. La macchina serve per raggiungere il paese e magari abbinarlo ad altre tappe della provincia; poi il ritmo cambia. Nel centro storico ci si muove tra chiese, piazze e strade strette, mentre dai punti panoramici si capisce bene quanto il borgo sia legato alla forma del paesaggio.

Sant’Agata può essere combinata ad altre soste nel Beneventano, soprattutto se si vuole dedicare spazio anche alla parte enogastronomica del viaggio. Questa è una zona di Falanghina, Aglianico e Mela Annurca e l’auto rende più semplice organizzare una giornata che non finisca necessariamente al confine del centro storico.

Quando consiglio un noleggio auto per un viaggio in Campania, parto sempre dall’itinerario e non dalla macchina. Se il programma prevede solo Napoli, Pompei, Ercolano e località ben collegate, può non servire affatto. Se invece entrano in gioco Irpinia, Cilento, Sannio, aree montane o piccoli borghi, allora l’auto comincia ad avere molto più senso.

La prima scelta che farei riguarda le dimensioni. Per due persone o una piccola famiglia preferisco una vettura compatta, è più facile da gestire nei parcheggi, nei centri storici e sulle strade strette. Prima di confermare la prenotazione controllo con attenzione franchigia, coperture assicurative, politica sul carburante, deposito cauzionale e condizioni per il secondo conducente. Sono dettagli meno interessanti, ma fanno la differenza quando non si vuole avere brutte sorprese.

Faccio attenzione anche alle ZTL. Molti centri storici italiani limitano l’accesso ai veicoli e non vale la pena affidarsi all’istinto: prima di entrare in una zona centrale verifico sempre segnaletica e regole locali. Lo stesso vale per il parcheggio. Nei borghi preferisco lasciare l’auto nelle aree esterne e continuare a piedi, sia per evitare problemi sia perché spesso è proprio camminando che ci si gode meglio il paese.

Infine, cerco di non trasformare il viaggio in una corsa. In Campania le distanze possono sembrare brevi, ma una strada di montagna o una deviazione costiera richiedono più tempo di quanto suggeriscano i chilometri. Per questo considero sempre un margine e, soprattutto, evito di riempire ogni giornata di tappe. L’auto dovrebbe restituire libertà, non aggiungere un altro orario da rispettare.

Per me il modo migliore è scegliere una base e usarla per esplorare un’area alla volta. Napoli può funzionare bene per Monte Faito e parte del Casertano; per il Cilento preferirei dormire almeno una o due notti nella provincia di Salerno; allo stesso modo, se l’obiettivo è conoscere Irpinia o Sannio, vale la pena fermarsi sul territorio invece di rientrare sempre verso la costa.

Questo approccio permette anche di conoscere la Campania senza ridurla ai suoi luoghi più fotografati. Il viaggio comincia a prendere forma nelle strade che collegano una tappa all’altra, nei paesi attraversati quasi per caso, nelle soste che non erano state segnate sulla mappa.

Ed è probabilmente il motivo per cui continuo a consigliare questi itinerari. La Campania on the road non serve a vedere più cose: serve a poter scegliere meglio cosa vale la pena vedere. A volte significa salire verso un bosco con il Golfo alle spalle, altre seguire una strada che attraversa il Cilento o arrivare in un borgo del Sannio e lasciare l’auto fuori dalle mura per il resto del pomeriggio.

La macchina, in fondo, è soltanto lo strumento, il viaggio comincia davvero quando ci si concede la libertà di fermarsi.

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